I danni causati dai piccioni in ambienti urbani

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I danni causati dai piccioni nelle aree urbane, sono dovuti essenzialmente all’esplosione demografica che questa specie ha avuto negli ultimi decenni. Conseguentemente all’esplosione demografica le ripercussioni sull’uomo possono essere sintetizzate in:

  • possibilità di trasmissione di agenti patogeni, parassiti e allergeni;
  • alterazione del profilo architettonico dei centri storici per la grande presenza di nidi;
  • corrosione dei beni artistici (monumenti) attraverso il materiale fecale;
  • pericoli per la viabilità per la grande presenza di guano in corrispondenza dei posatoi;
  • danni alle coperture degli edifici.

Gli agenti patogeni che possono essere potenzialmente veicolati direttamente o indirettamente dal piccione sono: chlamidiosi, rickettsiosi (febbre Q), tubercolosi, campilobatteriosi, salmonellosi, toxoplasmosi, influenza aviare, stafilococcosi, yersiniosi, criptococcosi, istoplasmosi e aspergillosi.

Argas reflexusFra i parassiti associati al piccione, ai suoi nidi e ai posatoi si annoverano le zecche appartenenti agli Argasidae, volgarmente note come zecche molli, in particolare con le specie Argas reflexus, A. persicus e Ornithodoros coniceps, e gli acari legati al piumaggio e alle deiezioni.

Gli argasidi hanno un ruolo fondamentale nell’igiene pubblica considerato che queste zecche popolano i posatoi e i nidi del colombo e quando questi sono ricavati nei sottotetti delle abitazioni o in cavità murarie adiacenti a locali abitativi, gli acari possono facilmente penetrarvi ed attaccare l’uomo. L’infestazione dei locali abitativi da parte delle zecche molli rappresenta un evento tutt’altro che raro e si verifica con maggior incidenza nei luoghi in cui i piccioni sono stati allontanati o sono stati eliminati i siti di nidificazione. Una maggior incidenza di infestazioni dei locali abitativi si verifica durante i mesi invernali, quando probabilmente l’acaro è richiamato all’interno delle unità abitative dalle temperature più favorevoli. Un’altra specie associata ai nidi del piccione è Cimex lectularius ssp. columbarius (peraltro questa sottospecie non è ritenuta v alida da molti Autori che considerano esclusivamente Cimex lectularius). Non di rado poi questo insetto infesta anche le unità abitative prossime ai nidi dei colombacci con una maggior incidenza di infestazioni quando vengono allontanati i pennuti (per questo sarebbe molto importante in seguito all’allontanamento dei piccioni effettuare anche un trattamento insetticida nei siti ove erano presenti i nidi o i posatoi). Infine, il colombo domestico (ma anche quello selvatico) possono essere infestati da una loro pulce specifica (Ceratophyllus columbae) che si rinviene nei nidi di questa specie e occasionalmente, eliminato l’ospite elettivo, infesta anche le abitazioni. Gli escrementi in accumulo sulla pavimentazione stradale, sull’arredo urbano e sulle infrastrutture, oltre a determinare l’insorgenza di cattivi odori, rappresentano una fonte di attrazione per diverse specie di mosche e di acari. Inoltre le feci essiccate quando vengono rimosse si aero-diffondono facilmente facilitando l’inalazione e il contatto con agenti patogeni e allergeni.

piccioni2Dal punto di vista architettonico, paesaggistico ed edile il piccione rappresenta un flagello data la sua attività nidificatrice e l’ingente produzione di guano. Il guano si deposita in maggior concentrazione in prossimità delle aree di nidificazione e di riposo/dormitorio, ma è possibile registrare una notevole defecazione ambientale durante la fase alimentare specialmente per le popolazioni di colombi stabilmente legate all’ambiente urbano che non compiono voli di foraggiamento. Il guano, oltre agli aspetti igienico-sanitari, presenta una spiccata azione erosiva su materiali calcarei e lapidei; quest’azione è essenzialmente dovuta al contenuto d’azoto non proteico, acido fosforico e svariati sali alcalini. La corrosione della pietra è data essenzialmente dalla formazione di composti solubili quali, ad esempio, i nitrati. Gli accumuli di guano sulla pavimentazione stradale rappresentano poi un pericolo per la circolazione (tratti sdrucciolevoli) sia pedonale che delle biciclette oltre ad essere un fattore antiestetico e anti igienico. L’attività nidificatrice comporta un apporto notevole di materiale vegetale nei siti prescelti per la nidificazione che solitamente sono cavità murarie e sottotetti. Il materiale utilizzato per costruire i nidi e per ampliarli di volta in volta arriva ad occupare nei sottotetti superfici e spessori notevoli, otturare le caditoie dell’acqua piovana e delle grondaie di scolo e sconnettere la copertura dei tetti con la conseguente infiltrazione delle acque piovane.