Come combattere efficacemente le arvicole

Le arvicole o topi campagnoli possono creare molti danni nelle coltivazioni agricole, negli orti e giardini.
Molto spesso si nutrono delle parti carnose delle piante soprattutto di tuberi e bulbi oppure rodendo la corteccia ad anello alla base degli alberi portandole alla morte.
Quasi tutte le specie di arvicole possono essere combattute con esche posizionate all’interno delle gallerie.

Specie presenti in Italia:

Micortus arvalis: Italia settentrionale, Veneto Trentino, Friuli e pianura Romagnola (colture più colpite i meleti)
Pitymys savii: Italia centrale, meridionale e isole (colture più colpite le carciofaie)

CARATTERI DISTINTIVI 
Lunghezza del corpo: 87-120 mm
Lunghezza della coda: 18-45 mm
Lunghezza del piede posteriore: 14-18,5 mm
Peso: 14-46 g
Muso corto e arrotondato: Orecchie poco pelose e arrotondate che sporgono nettamente dal mantello.
L’occhio relativamente grande. Dorso di colore grigio bruno, sfumato di giallo. Ventre grigio biancastro (più chiaro del dorso).
Ciclo: Il maschio diviene sessualmente maturo intorno ai 1-3 mesi, la femmina in 15-30 giorni. Nelle femmine le prime due gravidanze si risolvono in aborti, segue un periodo di circa due mesi in cui la fertilità è massima.
Il ciclo di infestazione è in fase minima dopo l’inverno, cresce rapidamente in maggio-giugno ed arriva al massimo in settembre-ottobre.

TIPO DI INFESTAZIONE
1- Bassa intensità 0-10 arvicole per ettaro
2- Media intensità 400-600 arvicole per ettaro, i danni sono evidenti già da 150 arvicole.
3- Alta intensità fino a 1200 arvicole per ettaro.

METODI DI LOTTA
Distribuire le esche all’interno o in prossimità delle loro gallerie.
Scavare un solco profondo 30 cm intersecandolo ogni 10/25 metri.
Distribuire le esche ogni 4/5 metri lungo il solco ricoprendole con paglia o foglie.

(Nelle colture foraggere e cerialicole, l’esca in grano può essere distribuita uniformemente a mezzo di seminatrici modificate in ragione di 15 kg per ettaro).